Test per i sindacati Piemonte, in 150mila al voto Pubblico impiego e scuola rinnovano i rappresentanti STEFANO PAROLA, pagina II Il caso Il rinnovo delle Rsu Rbb ico 'n(ThOego e a sno a a e ,re Test per i s'r-dacat In tutto saranno 150mila i piemontesi chiamati a rinnovare i rappresentanti STEFANO PAROLA Il pubblico impiego e la scuola vanno alle urne. Da domani a giovedì sono chiamati a eleggere i propri rappresentanti sindacali oltre 150 mila piemontesi che lavorano in enti locali, uffici ministeriali o para-statali (come 1'Inps e l'Agenzia delle entrate), ospedali, Asl, tribunali, scuole e università della regione. È un rito molto sentito, tant'è che tre anni fa l'affluenza è oscillata tra il 76% dell'istruzione (che in regione conta oltre 60 mila lavoratori) e il 90% nel resto della pubblica amministrazione (poco più di 90 mila impiegati). Quest'anno, tra l'altro, il voto è più importante del solito, soprattutto nel pubblico impiego. A febbraio il ministro della Pa Marianna Madia e i sindacati hanno rinnovato il contratto nazionale, fermo da dieci anni, e ora si può procedere con "contrattazione decentrata". Significa che i rappresentanti sindacali potranno strappare ai loro dirigenti qualcosa in più. «Abbiamo l'opportunità di migliorare la situazione. Si potranno recuperare risorse economiche, ma anche rilanciare sistemi meritocratici», spiega Roberto Scassa, segretario regionale della Fpl-Uil, che si presenta al voto nel pubblico impiego con quasi 2 mila candidati. Uno dei punti su cui insisterà la Uil è il ricambio generazionale: «Nella sanità, ma anche negli enti locali, l'invecchiamento della forza lavoro sta diventando un problema pesante. Servono giovani», dice Scassa. Il nuovo contratto nazionale consente di allargare il discorso: «Vogliamo tornare a parlare di risorse, di riqualificazione dei lavoratori e di assunzioni», sintetizza Gianni Esposito, leader della Fp-Cgil, che può contare su quasi 2.400 candidati tra sanità, enti locali e funzioni centrali. Si tornerà anche a parlare di organizzazione del lavoro: «Sulle liste d'attesa in sanità, chi meglio dei lavoratori può trovare il modo di rendere più efficienti i servizi? Non si tratta solo di premiare i dipendenti ma anche di migliorare la vita dei cittadini», fa notare Mauro Giuliattini, commissario della Fp-Cisl Piemonte, che va al voto con 1.700 candidati. Nel pubblico impiego Cgil, Cisl e Uil dovranno vedersela come sempre con i sindacati di base, ma pure con sigle specifiche, come ad esempio quelle che portano avanti le istanze dei soli infermieri. Nella scuola, invece, le realtà più consolidate (le tre organizzazioni confederali presentano liste in almeno il 90% degli istituti) devono vedersela con l'Anief, sindacato nato per dare assistenza legale a chi fa ricorso. «La contrattazione è il modo con cui si estendono i diritti a tutti, mentre le istanze individuali hanno spesso l'esito di mettere i lavoratori gli uni contro gli altri», evidenzia Igor Piotto, segretario della Flc-Cgil. «Risolvere e non solo protestare», è invece il motto della Cisl Scuola, che, come sottolinea la leader regionale Maria Grazia Penna, punta sulle elezioni per portare avanti il concetto di «comunità educante, con docenti, preside, personale "ata", genitori e studenti uniti per uno stesso obiettivo». La Uil Scuola, afferma il numero uno regionale Diego Meli, vuole invece «far sì che i lavoratori siano attori principali della vita scolastica e non elementi passivi e subalterni, come vorrebbe la legge 107». ©RIPRODUZIONE RISERVATA Il voto arriva dopo il rinnovo del contratto che era fermo da 10 anni Autrice della riforma Marianna Madia (Pd) ha firmato la riforma del settore pubblico e il nuovo contratto Aspettando il Primo Maggio. Il voto per le rappresentanze sindacali arriva a due settimane dalla festa del lavoro