Finanza

Scuola, Anief aderisce agli scioperi del 27 febbraio e dell’8 marzo

Pubblicato il 09/02/2019
Ultima modifica il 09/02/2019 alle ore 15:23
Teleborsa
Il sindacato Anief non ci sta: troppi gli elementi di rottura in questo inizio 2019 che continua a vedere la scuola sotto attacco. L’ultimo elemento, in ordine di tempo, è quello del progetto di regionalizzazione dell’istruzione.

Una proposta "scellerata" secondo la sigla sindacale - che invita tutto il personale docente e Ata, in servizio e di ruolo, a scioperare il 27 febbraio e l’8 marzo e a scendere in piazza - perché senza la dimensione statale, peraltro garantita dalla Costituzione, le differenze di sviluppo tra le varie regioni, specie al Sud, finirebbero inevitabilmente per "aumentare il gap con le regioni più ricche".

"Se questo progetto dovesse passare – si domanda Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – come si potrà evitare di avere regioni con un’istruzione di serie B in termini di risorse, strutture, servizi? E a quel punto cosa impedirebbe di ritornare al sistema delle gabbie salariali, con stipendi differenti in base alla regione di lavoro, oppure di eliminare la mobilità di docenti e Ata, costretti a rimanere nella regione di assunzione e a dover sostenere e vincere nuovamente un concorso per potersi spostare? Una follia che finirebbe per far pagare un conto salatissimo anche alle regioni del nord, che potrebbero veder diminuire la disponibilità di docenti, in molti casi provenienti dal Sud e senza i quali molte scuole rimarrebbero con le classi scoperte".
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