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Nuovo anno scolastico, per Bussetti avvio regolare con tutti i docenti in cattedra. Sindacati: macché, è record di supplenti

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Sull’inizio del prossimo anno scolastico è botta e risposta tra Miur e sindacati. Dal primo arrivano infatti delle rassicurazioni importanti.

Il ministro: sono orgoglioso per l’impegno di tutti

Il 16 luglio, il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti ha scritto su Facebook: “La scuola non va in vacanza! Al lavoro al MIUR Social con i Direttori degli Uffici Scolastici Regionali per preparare un inizio d’anno regolare. Stiamo facendo la nostra parte per avere a settembre insegnanti in cattedra, dirigenti in ogni scuola e personale amministrativo nelle segreterie. Sono orgoglioso dell’impegno di tutto il personale della scuola, in tutti gli uffici periferici. #lascuolaèditutti #dalleparoleaifatti”.

La replica dei sindacati: supplenze a raffica

Immediata e contrapposta la replica dei sindacati, dopo che un mese fa già la Corte dei Conti aveva evidenziato il problema: per i rappresentanti dei lavoratori il 2019 sarà l’anno record per le supplenze nelle scuole italiane.

Ecco i conti: 58 mila circa sono i posti risultati disponibili per i quali il ministro Marco Bussetti ha chiesto l’immissione in ruolo. Tuttavia ogni anno mancano gli aspiranti, soprattutto per le cattedre di sostegno: la Cisl calcola che circa 28 mila posti rimarranno senza assunzioni.

Quota 100 poi ha peggiorato il quadro: a seguito dei pensionamenti con il provvedimento del governo, si stanno liberando altre 20 mila cattedre. C’è infine la quota di supplenze ‘ordinaria’ che ogni anno si aggira intorno alle 100 mila.

I conti: almeno 150 mila supplenze

“Il conto è presto fatto – dichiara Maddalena Gissi, segretaria generale Cisl Ccuola -: almeno 150-170 mila cattedre saranno ricoperte da supplenti. Chiediamo al ministro Bussetti di presentare quanto prima il decreto legge” dove si prevede che il nuovo concorso per circa 48 mila unità veda una parte riservata ai precari di terza fascia, “così da avere una situazione più stabile almeno dal settembre 2020”.

Quota 100: “una vergogna non avere reso utili i posti per le assunzioni”

Su Quota 100 e le 20 mila cattedre e unità di personale amministrativo, tecnico e ausiliario che si libereranno, senza però essere utili per le immissioni in ruolo, si sofferma l’Anief: per il sindacato autonomo è l’emblema dell’incapacità del ministero e del Governo.

“È una vergogna – dice Marcello Pacifico, leader del sindacato -, perché il numero delle domande si conosce da diversi mesi. Poi ci si lamenta se qualcuno non ci sta e ricorre in tribunale. Noi citeremo questa volta chi ha prodotto questo danno, per responsabilità dirigenziale erariale alla Corte dei Conti e vigileremo se i posti liberati dai pensionamenti saranno attribuiti come annuali o solo fino al termine delle attività didattiche. Bisogna finirla di governare sulla pelle dei lavoratori precari”.

La senatrice Malpezzi (Pd): i posti in organico di fatto rimasti tali

Della vicenda dei 20 mila posti che si libereranno per i pensionamenti di Quota 100 si occupa anche la senatrice Pd Simona Flavia Malpezzi: “Questo è un governo – dice la democratica – che non ha stanziato un euro per un posto in più”.

“Nell’ultima legge di bilancio – continua – non hanno programmato un solo posto di trasformazione dell’organico di fatto in organico di diritto. Ricordo sommessamente che il nostro governo nella legge di bilancio 2017 ne aveva previsti ben 25 mila con uno stanziamento di 400 milioni di euro. Per non parlare del piano straordinario di immissioni in ruolo”.

Il ministro “interrogato”

La senatrice Pd annuncia una interrogazione al ministro Marco Bussetti, per chiedere i motivi “di questo grave danno sulla pelle dei ragazzi”.

“Ora, i soldi per mandare in pensione i docenti ci sono ma non per assumerli? Fatemi capire bene. Così la scuola si blocca e non si garantisce un corretto avvio dell’anno scolastico. Salvini ha speso miliardi di euro a debito per una riforma temporanea delle pensioni, impedendo che queste risorse fossero spese per scuola, lavoro, innovazione. Futuro. E adesso come pensa di risolvere il problema? Ministro Bussetti, se ci sei batti un colpo”, conclude l’agguerrita senatrice.